
Sassari due mostre alla Gebaude
26 Novembre 2024
Sono state inagurate contemporaneamente, il 23 novembre, due mostre negli spazi della Gebaude Art Gallery (in via Cagliari 4 e 6). Gli appuntamenti si configurano come due percorsi complementari che esplorano la memoria, la ribellione e l’identità attraverso il linguaggio artistico contemporaneo.
No Fear, Seraphim, al civico 4, è curata da Claudia Melis e Giovanni Manunta
“No Fear, Seraphim” mette in scena il coraggio iconoclasta di tre artisti – Roberto Chessa, Amirah Suboh e Dorotea Tocco – che rifiutano le gerarchie prestabilite dell’arte e riscrivono il rapporto con il passato attraverso opere ribelli e dissacranti.
Questa mostra esplora il tema dell’assenza di paura non come semplice coraggio, ma come atto consapevole di sovversione. Gli artisti sovvertono l’eredità culturale con linguaggi personali: Chessa reinterpreta opere conosciute in chiave geometrica futurista, Suboh interviene sui ricordi familiari trasformandoli in collage che divorano il passato, mentre Tocco crea universi sospesi tra quotidianità e sogno, dove l’inquietudine dialoga con l’ordinario.
Il titolo fa riferimento ai Serafini, simbolo di devozione, ma qui riletti come figure che, pur vicine al divino, sfidano il loro ruolo imposto. La mostra diventa così un invito alla ribellione artistica e sociale, un’esortazione a riscrivere il presente con sguardo critico e creativo.
Contemporaneamente, in via Cagliari 6, si potrà visitare Retrospettiva di Manuel Casati a cura di Alice Zucca e Giovanna Pittalis.
“Retrospettiva” celebra il percorso artistico di Manuel Casati, esplorando il suo straordinario linguaggio estetico e performativo, che intreccia moda, fotografia e installazione.
La mostra propone un viaggio che attraversa il fascino della storia, l’evocazione della memoria e la tensione dell’identità. L’abito, nelle mani di Casati, diventa molto più di un oggetto funzionale: è un simbolo di trasformazione e un ponte tra epoche, dal Settecento al punk contemporaneo. Le sue opere tessili, come “Glamour Confusion”, sono narrazioni che uniscono passato e presente, mentre i suoi progetti fotografici, come “La Distanza”, evocano mondi decadenti e nostalgici.
Il teatro della vita è centrale nella poetica di Casati, che attraverso performance e installazioni trasforma l’effimero in eterno, esplorando i confini tra apparenza e autenticità. “Retrospettiva” è un invito a riflettere su come l’arte possa trasformare il personale in universale, intrecciando materia e immaginazione in un dialogo costante con il tempo.
Un’esperienza tra ribellione e memoria
Le due mostre, pur diverse nei linguaggi e nei temi, condividono un’intensa riflessione sul rapporto tra passato e presente. Da una parte, “No Fear, Seraphim” invita a sovvertire e riscrivere il passato con irriverenza; dall’altra, “Retrospettiva” celebra la memoria come strumento di trasformazione.
Le mostre saranno visitabili fino al 10 dicembre.