
Leggere, ridere e piangere
24 Agosto 2024
“Se piangi, se ridi”, cantava Bobby Solo nel 1965. Questi due comportamenti, ridere e piangere, possono essere associati anche alla lettura, oltrechè a una canzone o a un film. Il riso o il pianto sono provocati da situazioni divertenti, tipo quando raccontano quella barzelletta che ti fa sbellicare, o dolorose, tipo quando raccontano quella barzelletta che in realtà ti mette tristezza. Il divertimento, a dire il vero, può far scendere perfino le lacrime. Si dice infatti: “piangere dalla risate”. Ma il punto, e torno a quanto espresso qualche riga più su, è che anche i libri possono farci rallegrare o al contrario buttarci in uno stato di sconforto. Quante volte succede di arrivare alla fine di un romanzo ed essersi deliziati talmente tanto oppure irrimediabilmente affranti da esclamare: “Vorrei non averlo ancora letto”.
Avvertimento per i naviganti: Il fatto che un testo susciti ilarità non significa per forza sia scritto bene o sia bellissimo. Viceversa quello che ci fa singhiozzare non vuol dire sia illeggibile. Anche se può capitare.
Ho scelto due romanzi, che potrete leggere a seconda del vostro stato d’animo o della vostra curiosità. Uno vi farà sogghignare e l’altro vi farà frignare. In tutti i casi preparate i fazzoletti. Li consiglio entrambi, seppur così diversi.
Che ridere Jerome!
Tre uomini in barca, in alcune edizioni con il sottotitolo “per non parlare del cane” in altre “per tacer del cane”, è un romanzo umoristico di Jerome Klapka Jerome. Giornalista, umorista e ovviamente scrittore, Jerome ha dato alle stampe il libro nel 1889. Tre amici, Jerome, George e Harris risalgono su un’imbarcazione il Tamigi. Lungo il corso del fiume i protagonisti si imbattono in tragicomiche avventure. Tra le pagine troviamo esilaranti gag, racconti sulla vita in barca e storie divertenti che hanno vita propria rispetto al racconto principale. I personaggi sono davvero simpatici, per non parlare del cane e l’ironia di Jerome è pazzesca. D’altronde era inglese! Il romanzo ebbe, nel Regno Unito, uno strabiliante successo e un seguito con il libro Tre uomini a zonzo. Che ridere bis!

Che piangere Manzini!
Sì, Antonio Manzini, proprio lui, il papà letterario del vice questore Rocco Schiavone. Orfani Bianchi è uscito nel 2016. Mirta, arriva a Roma dalla Moldavia in cerca di lavoro. Trova impiego in una facoltosa famiglia della Capitale. Il suo sogno è quello di una vita felice con suo figlio, rimasto per ora, in Moldavia. Le avversità dell’esistenza sono tante e Manzini è capace di farcele conoscere tutte con la potenza delle sue parole. Ma chi sono per l’appunto gli orfani bianchi? Sono solitamente minorenni che vengono lasciati nel paese d’origine mentre i genitori si trasferiscono in un’altra nazione in cerca di una condizione lavorativa ed esistenziale migliore. Cosa accade a Mirta, a suo figlio, ai suoi familiari e conoscenti? Lo scoprirete con grande commozione in questo romanzo.

Quali sono i romanzi che vi hanno fatto ridere e quelli che vi hanno fatto piangere?