Lanusei: Al Seleni la magia del NurArcheo Park

Vertigine di lecci, nuraghi, tombe dei giganti. Un bosco millenario a due passi da Lanusei. Questo è il  Seleni. Nel suo ventre c’è il NurArcheo Park, la più importante attrazione turistica di Lanusei. Un parco tematico unico nel suo genere creato dalla cooperativa La Nuova Luna insieme a Comune di Lanusei e Fondazione di Sardegna. Il visitatore viaggia tra 3000 anni di storia, attraverso riproduzioni, pannelli, suggestioni. A un tratto uno scafo emerge tra la terra e i lecci. Una barca ispirata al relitto di Uluburun, trovato nel 1982 al largo del coste turche, il più antico del Mediterraneo. Trasportava un carico prezioso, vecchio di 3000 anni. Testimonia come l’Isola fosse al centro di traffici e scambi. Si va a spasso tra i miraggi dell’Isola, dalla preistoria ai Giganti di Mont’e Prama. Le sale di questo museo non hanno pareti ma alberi. Vedere per tramandare, per essere fieri e consapevoli. Ci sono miraggi più concreti di altri tra i lecci del bosco. Come Sisaia.

Il suo scheletro venne trovato nel buio di una grotta della valle di Lanaitho. Sisaia visse intorno al 1800 prima di Cristo. Era una donna di alto rango. Venne perfino sottoposta a un’operazione di trapanazione cranica, un autotrapianto dall’esito positivo. Di lei conosciamo perfino il viso.

Poco lontano la capanna delle riunioni induce al silenzio, come in attesa che il capo possa prendere la parola. Il sentiero tra felci e silenzi porta all’epoca tardo nuragica. La riproduzione della Rotonda con bacile di Sedda de Sos Carros di Oliena è un pezzo di bravura. I pannelli sono in tre lingue, sardo in primis, la lingua delle viscere. Una moderna stele rievoca la battaglia del Delta del Nilo, come descritta in un celebre bassorilievo. L’immagine più famosa dei guerrieri shardana. E poi c’è lei, Seleni, la padrona di casa, sacerdotessa, nume tutelare del sito nuragico. Il suo volto cartoon è il simbolo del parco, l’originale ritratto bronzeo, ad immortale gloria, è custodito al museo archeologico di Cagliari. Tre anni di lavoro, tecniche di costruzione antiche ma rispettose degli standard di oggi. Modelli di nuraghe, di pozzi, di un tempio a megaron smontabile. Questo e molto altro.  Potete perdere questa occasione?