Arti contemporanee In Situ conquista Isili

Un paese di meno di 2.500 abitanti, una sala piena, artisti arrivati da fuori Sardegna, visitatori dentro le botteghe, il rumore antico di un telaio che si mescola ai linguaggi della danza contemporanea. Per un intero weekend Isili non ha semplicemente ospitato un Festival: è diventata il Festival. 

È il primo bilancio di In Situ, la manifestazione organizzata dal Gruppo E-Motion e diretta da Francesca La Cava, che per il terzo anno consecutivo ha scelto il centro del Sarcidano per costruire un progetto artistico capace di partire dalla sua identità e portarla dentro i linguaggi contemporanei. 

Il debutto dell’edizione 2026, sabato 29 e domenica 30 agosto, ha restituito l’immagine di un paese attraversato dall’arte: il pubblico ha riempito il Teatro Sant’Antonio per gli spettacoli, è entrato al MARATÈ – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto, ha scoperto i laboratori artigiani e si è avvicinato a gesti, materiali e storie che appartengono alla memoria più profonda di Isili. 

Un risultato che va oltre i numeri e racconta soprattutto la risposta di una comunità a una scommessa culturale nata tre anni fa. 

“Quando abbiamo scelto Isili per la prima volta sapevamo che la sfida sarebbe stata proprio questa: non portare semplicemente degli spettacoli in un paese, ma costruire qualcosa insieme al paese”, sottolinea la direttrice artistica Francesca La Cava. “Al terzo anno vedere il teatro affollato, gli artisti dialogare con gli artigiani e il pubblico lasciarsi incuriosire da linguaggi anche molto diversi tra loro è una grande emozione. Isili dimostra che non servono grandi città perché possa nascere un grande progetto culturale. Servono identità, apertura, curiosità e una comunità disposta a incontrare l’arte”. 

Il Festival si è aperto sabato pomeriggio al MARATÈ con “Archeologie contemporanee – Trame del presente”, personale di Renzo Francabandera, presentata per la prima volta in Sardegna e visitabile fino al 27 settembre. 

Per l’inaugurazione è arrivata a Isili anche Cristina Ricci, console onoraria dei Paesi Bassi, invitata dallo stesso artista. 

Una presenza che ha accompagnato l’inizio di un percorso dedicato proprio al tema della memoria: quella custodita, quella dimenticata e persino quella gettata via. 

Molte delle opere di Francabandera nascono infatti da ciò che altri hanno abbandonato: manifesti, materiali recuperati e vecchie fotografie di famiglia ritrovate nelle case svuotate dopo la morte dei genitori. Frammenti apparentemente destinati a diventare rifiuti che l’artista raccoglie e ricompone, restituendo loro una seconda vita. 

La sera, il centro del Festival si è spostato al Teatro Sant’Antonio, dove una sala affollata ha accolto il Live Painting di Francabandera, “Moirai” di EgriBiancoDanza e il primo studio di “TEXTURE. Corpo in trama”, produzione del Gruppo E-Motion con concept di Francesca La Cava e Alessandro Olla. 

Corpi, materia, immagini e tecnologia hanno portato sulla scena il tema della trama, trasformando uno dei gesti più antichi della cultura isilese in materia contemporanea. 

Un filo ideale proseguito domenica con “Panta Rhei” della Compagnia Petranura Danza e “Il corpo danzante – Omaggio a Pasolini” della Mandala Dance Company, che hanno chiuso il primo fine settimana di spettacoli. 

Ma In Situ ha scelto di non fermarsi sulla soglia del teatro. 

Uno dei momenti più intensi del weekend è arrivato entrando nei laboratori di Daniela e Dolores Ghiani, dove il Festival ha portato gli artisti direttamente dentro il luogo in cui la tradizione continua a essere costruita, giorno dopo giorno. 

Nel laboratorio di Dolores Ghiani è il battere del telaio a scandire il tempo. 

Per realizzare appena un metro quadrato di tessuto può servire una settimana di lavoro, otto ore al giorno. Ma dentro quella superficie non ci sono soltanto fili. Ci sono storie, racconti, simboli, immagini e frammenti del paesaggio. 

E soprattutto non esistono confini rigidi tra ciò che può e ciò che non può diventare tessitura. 

Plastica, stracci, filo da pesca, rafia, lana e persino rame entrano nelle opere e acquistano un significato nuovo. Il rosso intenso del punteruolo diventa colore, ciò che arriva dall’ambiente circostante entra nella trama e il telaio diventa uno strumento attraverso il quale raccontare Isili. 

Un sapere che continua ad attirare curiosità anche lontano dai giorni del Festival: durante l’anno il laboratorio riceve mediamente almeno una visita alla settimana. 

In quelle botteghe In Situ trova forse la sua immagine più autentica: la tradizione non esposta come qualcosa di immobile, ma affidata alle mani di donne che continuano a cambiarla. 

“Volevamo che gli artisti incontrassero tutto questo”, prosegue La Cava. “Il gesto di una tessitrice e quello di un danzatore possono sembrare lontanissimi, invece hanno molto in comune: disciplina, ripetizione, memoria, corpo, tempo. In Situ nasce esattamente in quello spazio di incontro. E quando vedi un pubblico che dopo uno spettacolo vuole conoscere una tessitrice, entrare in una bottega o capire come nasce un’opera, senti che il Festival sta facendo quello per cui è stato immaginato”. 

A seguire passo dopo passo il primo weekend è stata anche Ilse Atzori, assessora alla Cultura del Comune di Isili, presente agli appuntamenti e agli spettacoli del Festival. 

“Non ho voluto perdermi un solo momento perché In Situ va vissuto, non semplicemente raccontato”, afferma Atzori. “Vedere il teatro pieno, vedere persone arrivate per gli spettacoli entrare nei nostri luoghi, incontrare i nostri artigiani e scoprire Isili attraverso l’arte è un’emozione straordinaria. In questi giorni abbiamo visto concretamente cosa significa quando diciamo che la cultura può essere uno strumento di crescita e di valorizzazione di un territorio”. 

Per il terzo anno Francesca La Cava e il Gruppo E-Motion hanno scelto Isili. Non una grande città, non un luogo costruito attorno ai grandi circuiti dello spettacolo, ma un piccolo centro del Sarcidano nel quale la contemporaneità può incontrare una cultura materiale ancora viva. 

E il viaggio non è ancora finito. 

Dopo il successo del primo weekend, In Situ tornerà sabato 5 e domenica 6 settembre, con nuovi appuntamenti tra Parco Asusa e Teatro Sant’Antonio. Sabato spazio anche alle famiglie con “Bianca e Rossa” di ASMED – CRID Sardegna, seguito in serata da “Sa Ballada” del Gruppo E-Motion, “Puzzle” di Resextensa – Porta d’Oriente e “Trilogia del Tempo Sospeso – Secondo Matteo” della Compagnia Francesca Selva. 

Domenica il gran finale allargherà ancora una volta i confini di questo piccolo paese del Sarcidano: accanto al Gruppo E-Motion arriveranno EnclaveDanza dalla Spagna con “Terra Ferida” e il Teatr Tańca Zawirowania dalla Polonia con “In Pursuit Of…”. 

Da Isili all’Europa e dall’Europa a Isili. Con un telaio, un pezzo di rame, un corpo che danza e una comunità che, per nove giorni, sceglie di diventare palcoscenico. 

Il Festival In Situ è realizzato grazie al patrocinio e al contributo del Comune di Isili, del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna – Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna.