Alla Gebaude art gallery di Sassari c'è Atzeni

Sabato 30 novembre alle 19, nell’ampliamento temporaneo della Gebaude art gallery in via Cagliari 6, a Sassari, la mostra “<Kriorbs 61. Dies from metal to support reflecting” di Gianni Atzeni. Un intervento perfomativo audio/visual dell’artista con l’accompagnamento della musica elettroacustica di Roberto Follesa

Gianni Atzeni è un artista alchimista. Lavora coi metalli, con la luce, col suono.

Tutti i mezzi possono essere strumenti necessari per arrivare a una forma, quella dell’opera che coinvolge tutti i sensi, un’arte sinestetica che mostra ciò che ha trovato nella propria sperimentazione.

<<Le mie improvvisazioni, Kriorbs – l’insieme della manipolazione delle fonti luminose con la musica diventano protagonisti dell’evento. Essi scrutano nei dettagli più inaccessibili all’occhio e dell’orecchio di chi guarda e di chi ascolta favorendo scenari che l’immaginazione può creare  (R. Zanata) -, si fregiano delle collaborazioni audio con Maurizio Conte, Roberto Zanata, Marco Ferrazza, Roberto Musanti, Roberto Follesa, Filippo Mereu, Massimiliano Atzeni, Mario Massa, Nicola Agus e Marco Antagonista>>, dice l’artista.

<<Kriorbs – aggiunge Atzeni – è un particolare esempio di traduzione intersemiotica. Si tratta infatti di tradurre un’opera nata per essere effimera, una sorta di liquidità della luce che sembra rivelarsi per sequenza di immagini in nuove, mutevoli, configurazioni>>.

Il mondo si presenta a noi attraverso i nostri sensi, Gianni Atzeni li converge in un’unica opera; una cosmogonia complessa e ordinata, coinvolgente e metafisica, come il mondo.

Si tratta dei uno dei motivi più  importanti della produzione artistica di Atzeni che crea, tramite un processo nuovo da lui adottato con una pagina specchiante e dell’inchiostro, immagini speculari riflettenti e inaspettate. Le luci cangianti e la registrazione video dell’esecuzione dell’opera rendono il lavoro finale fluido, quasi somigliante a una sequenza di immagini mutevoli.

La musica viene eseguita dal vivo, e sottolinea, ancora una volta, l’importante associazione dei due “territori espressivi” che si incontrano e intrecciano mutando in sinergia.

La mostra è curata da Giovanni Manunta Pastorello e Giovanna Pittalis

Gli artisti

Gianni Atzeni

Avvia il suo percorso artistico nella metà degli anni Settanta, quando il forte interesse per le arti visive lo spinge ad approfondire i vari aspetti propri della pratica pittorica e della grafica originale. Negli anni Ottanta, partecipa ai concorsi di Grafica Internazionale U.T.P. della capitale, ed espone alle rassegne di grafica internazionale a Istanbul, Budapest, Roma, Bruxelles, Leeds, Vienna e Gent. Dopo essersi impadronito della materia incisoria, attraverso numerosi corsi e stage, adotta un torchio calcografico e apre nel 1986 (sotto la Torre dell’Elefante nel quartiere storico di Castello a Cagliari) un suo atelier, il “PoliArtStudio”, laboratorio artistico e, dal 1999, anche Centro di sperimentazione grafica con annessa stamperia e spazio espositivo nel quale organizza corsi di incisione di tecniche calcografiche tradizionali (xilografia, linoleografia, acquaforte, acquatinta, bulino, puntasecca, maniera nera) e sperimentali.

Negli stessi anni, si lega a una delle esperienze artistiche più significative che la Sardegna abbia conosciuto: la rivista “Thélema”, ideata da Luigi Mazzarelli.

Gianni Atzeni prende parte a tutte le fasi di realizzazione del progetto. Ogni momento libero lo passa in redazione, per lavorare non solo alla tiratura e rilegatura dei volumi ma realizzando centinaia di monotipi, dipinti a olio su carta con la tecnica dei rulli e stampe originali da allegare alle copie, come nella tradizione di questo storico periodico, andato in stampa e distribuito fino al 1987.

La sua attività incessante artistica, gli ha permesso di esporre in numerose personali e collettive, in Italia e all’estero, e di avviare un suo programma di attività didattiche attraverso seminari teorico-tecnici sia nel suo studio sia nelle aule dell’Università di Cagliari, su richiesta della Prof.ssa Maria Grazia Scano Naitza (dal 1995 al 2013). In quegli anni inizia a sperimentare le tecniche incisorie più svariate, collografie e carborundum sui generis, per proseguire negli anni Novanta con la realizzazione di opere in grande formato, mantenendo sempre i suoi orizzonti nell’informale polimaterico, con una particolare attenzione per la libertà del segno. Le sue ricerche nel campo specifico dell’incisione, proseguono e sono molteplici. Incisore atipico, di ispirazione informalista con fasi di ricerca che lo avvicinano al lirismo neofigurativo, utilizza svariate gamme di materiali, assembla carte stampate e matrici metalliche, contempla nel suo fare artistico espressioni di tipo performativo ed installazioni di grandi dimensioni. Segue, dunque, una nuova produzione seriale di stampe originali basate sull’impiego di nuovi metalli al posto delle usuali matrici in rame o zinco: il ferro. Offre la sua esperienza, maturata nel settore calcografico, per guidare adulti e ragazzi interessati a scoprire come si stampa con i sistemi precedenti l’era digitale. Ama realizzare a mano libri d’artista, arazzi cartacei calcografici e, da ultimo, si esibisce in curiose performance con giochi di luce, chiamate “Kriorbs”.

Roberto Follesa

Nato a Cagliari si diploma al liceo artistico. Subito dopo inizia come produttore di black music, dal rap al nu soul, lavorando con artisti internazionali. Avvicinatosi alla musica elettroacustica, prosegue i suoi studi ottenendo la laurea magistrale in Musica Elettronica al Conservatorio Pierluigi da Palestrina. Attivo come pittore e compositore, ha partecipato a diverse esposizioni in Italia e all’estero. Dal 2013 è fondatore e direttore artistico del Contemporary, Festival di Arte e Avanguardia.